Sindrome brachicefalica nel cane, cos’è e come gestirla

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La sindrome brachicefalica (Brachycephalic Airway Obstruction Syndrome) è una sindrome ostruttiva delle vie aeree superiori.

La sindrome brachicefalica (Brachycephalic Airway Obstruction Syndrome) è una sindrome ostruttiva delle vie aeree superiori. Questa condizione patologica è molto complessa e va conosciuta per essere prevenuta. Infatti, la sindrome brachicefalica può creare problemi a lungo termine nel cane quali l’ostruzione grave e progressiva a carico delle vie aeree superiori.

Questa sindrome, come deducibile dal nome interessa prevalentemente i cani brachicefali. Le famiglie di razze canine che sono particolarmente predisposte di soffrirne le conseguenze sono:

  • Carlino
  • Bulldog Inglese
  • Bouledogue Francese
  • Boston Terrier
  • Dogue de Bordeaux
  • Pechinese
  • Cavalier King
  • Charles Spaniel
  • Shar-pei
  • Lhasa Apso
  • Boxer

Inoltre, i disturbi della sindrome brachicefalica possono essere presenti anche nei gatti a muso corto come ad esempio il gatto persiano.

“Dottore, il mio cane russa! Ma è normale non è vero?”

“Ehm… Non proprio!”

Dott.ssa Nicole Fantei, medico veterinario presso Vet Hospital Firenze

Concentrandoci sulla sindrome brachicefalica cane, andiamo adesso a capirne le cause per poi fare un focus sul come fare prevenzione.

Sindrome Brachicefalica, cause

La sindrome brachicefalica è dovuta all’evoluzione genetica dei soggetti brachicefali, che ha portato allo sviluppo di multiple anomalie anatomiche: stenosi delle narici, ipoplasia delle cavità nasali, iperplasia dei turbinati, macroglossia, palato molle più spesso e allungato, trachea ipoplastica

Nel corso dei secoli, questi esemplari sono stati selezionati al fine di ottenere un diametro longitudinale del cranio sempre più corto per motivi estetici. Il mix genetico ha però portato ad avere musi meno allungati da una parte, ma molte problematiche congenite dall’altra.

Le anomalie che conseguono da queste modifiche genetiche, causano spesso ostruzione al passaggio dell’aria. Ciò porta ad un flusso d’aria non ideale che crea rumori respiratori come un rantolio o russamento (cane che russa) ma in realtà si parla di stertore (cane respira male, cioè emette un respiro rumoroso, russante), e ad una minore resistenza all’esercizio fisico.

Questo continuo gioco di pressioni e di flussi turbolenti nella cavità orofaringea causa un ispessimento delle strutture colpite e può portare a deformare le cartilagini sino al loro collasso. La distorsione delle cartilagini aritenoidi del laringe porta inesorabilmente allo sviluppo ulteriore delle diverse anomalie anatomiche acquisite e ad un notevole peggioramento clinico.

Respiro affannoso del cane, l’esempio dei bulldog

Prendiamo l’esempio del Bouledogue francese e del Bulldog inglese.

Pur essendo fra i cani da compagnia che ispirano più simpatia, i “bulli” come amano chiamarli gli appassionati della razza, sono animali delicati e che vanno ben conosciuti. 

Indubbiamente il loro carattere (in particolare quello del Bouledogue francese) sta sempre più conquistando le persone e questa razza è sempre più diffusa. Spesso però chi condivide la vita quotidiana con loro non è consapevole delle problematiche di salute che nella vita di un Bouledogue può essere necessario affrontare. I bulldog, come tutti i brachicefali, infatti, sono cani appartenenti a razze canine suscettibili di sindrome brachicefalica. Il respiro affannoso, e altre caratteristiche come il cane che russa, non sono sintomi autolimitanti in questo tipo di cane, ma sono la spia di un problema che va conosciuto e indagato.

Sindrome Brachicefalica, sintomi e caratteristiche

La sindrome brachicefalica è una condizione molto radicata e che ricorre spesso in veterinaria. Principalmente i sintomi gravi che si incontrano sono di natura respiratoria e anche gastroenterica. Nei brachicefali, il nascere con narici più strette e palato molle allungato può rendere difficoltoso il passaggio dell’aria in trachea. Il respiro affannoso del cane, combinato con la frequente respirazione a bocca aperta, si lega dunque a fenomeni ostruttivi a carico delle prime vie aeree. Come accennato però questa condizione può portare nel tempo al sovrapporsi di modifiche anatomiche secondarie come il collasso laringeo, collasso bronchiale, ernia iatale ecc… 

A causa della sindrome brachicefalica quindi, il cane respira male ma può anche presentare sintomi come rigurgito e vomito frequenti

Il peggioramento della respirazione si verifica nel tempo e purtroppo durante il periodo estivo o negli stati di stress può portare il cane fino al “colpo di calore” e talvolta alla morte. In questo frangente di estrema pericolosità, è richiesto un trattamento d’urgenza da parte del medico veterinario, mirato alla normalizzazione della temperatura corporea e alla regolarizzazione del respiro e dell’ossigenazione.

Sindrome Brachicefalica, come gestirla

Un modo per combattere la sindrome brachicefalica esiste, e si chiama prevenzione.

Il mio cane russa? Cane con respiro affannoso?

Il cane che russa ed emette rantolii continuamente è un campanello d’allarme da non sottovalutare. 

Subito dopo l’acquisto di un brachicefalo e l’esecuzione dei protocolli di profilassi, ma anche se si possiede un soggetto adulto, è quindi necessario parlare con il proprio medico veterinario. Lo specialista, in seguito, può suggerire di sottoporre il paziente a quattro zampe ad una visita clinica completa, pianificando un esame endoscopico delle prime vie aeree e dell’apparato gastroenterico

A seguito della procedura endoscopica è possibile eseguire a scopo preventivo la stafilectomia e la rinoplastica (rispettivamente intervento chirurgico di accorciamento del palato molle e allargamento delle narici). 

Questi interventi sono mirati al miglioramento della qualità della vita dei brachicefali nel breve termine (offrendo finalmente anche sonni silenziosi ai proprietari), ma soprattutto hanno un’efficacia tangibile nel lungo termine.

Gli interventi combinati che abbiamo citato infatti comportano una notevole riduzione del rischio di crisi respiratorie gravi e potenzialmente fatali

Se possiedi un brachicefalo, o desideri aumentare le aspettative di vita del tuo “bullo” quindi, non esitare a consultare il medico veterinario o lo specialista. Chiedi loro informazioni e scopri come mettere al riparo il tuo cane dalla sindrome brachicefalica!

Dottoressa Nicole Fantei


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