Obesità nel cane: cause, conseguenze, prevenzione

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L'obesità nel cane è sempre più frequente. Quali sono le razze predisposte, le cause, come prevenirla e cosa fare se il cane è in sovrappeso.

La patologia nutrizionale più frequente oggi nei cani è l’obesità, una condizione spesso sottovalutata. Sono molti i fattori predisponenti l’obesità in un cane. Nei paesi industrializzati gli ultimi decenni sono stati caratterizzati da un progressivo aumento dell’incidenza dell’obesità e di alcune patologie ad essa correlate, sia per l’uomo che per gli animali domestici. Secondo alcune recenti stime, circa il 35-40% dei cani è in sovrappeso o addirittura obeso.

Possiamo definire una persona in sovrappeso quando il peso corporeo supera del 10-20% il suo peso forma; obeso va oltre il 20% in più del proprio peso ideale. Un cane obeso è predisposto a diverse problematiche come l’osteoartrite, cardiopatia, l’ipotiroidismo.

Perché il cane diventa obeso

Come mai il mio cane ingrassa? Esistono numerosi fattori, generalmente distinti in endogeni ed esogeni, che concorrono allo sviluppo dell’obesità. Tra i fattori endogeni, giocano un ruolo molto importante l’età del cane e la razza di appartenenza. 

Per quanto riguarda l’età, un cucciolo o un anziano è raramente in sovrappeso. Ci sono, invece, razze di cani che mostrano una predisposizione a ingrassare: Labrador, Golden Retriever, Siberian Husky, Alaskan Malamute, Terranova, Beagle, Cocker Spaniel, Dalmata, Rottweiler, Bassotto e Bassethound. Raro osservare una condizione di sovrappeso in cani di taglia grande come Levrieri e Alani.

Anche in seguito alla castrazione i cani, maschi e femmine, tendono a ingrassare.

Per quanto concerne i fattori esogeni sono riconducibili al rapporto tra l’animale e il proprietario che lo gestisce e lo cura in modo errato, come:

  • alimentazione non corretta;
  • poca attività fisica;
  • subire stress.

Se ci chiediamo perché il cane ingrassa relativamente alla scelta del cibo, la risposta è che la maggior parte dei padroni sceglie per comodità alimenti industriali commerciali, invece di prediligere un’alimentazione casalinga. Se da un lato la scelta di alimenti industriali di qualità alta è assolutamente condivisibile, spesso gli additivi che li rendono appetibili spingono il cane ad assumere una quantità di cibo maggiore rispetto a quella sufficiente per soddisfare il suo fabbisogno energetico. Ad aumentare il rischio che ciò si verifichi concorre anche il comportamento di molti proprietari, portati a scegliere l’alimento sulla base dell’appetibilità, conseguentemente al gradimento manifestato dal cane, e a fornirgli quantità di cibo più alte del necessario.

Un altro fattore sul perché il cane non dimagrisce è legato alla poca attività fisica che l’animale svolge, ed è evidente come anche questo aspetto dipenda dal rapporto dell’animale con il proprietario. A questo proposito, è importante ricordare che una attività fisica costante concorre anche a migliorare il controllo dell’appetito del cane. Un cane felice non mangerà per stress e noia.  

Infine, se stai pensando a come trattare l’obesità del tuo cane giova ricordare che, se alimentato in presenza di altri animali (cani, in primo luogo, ma non solo) per competizione sarà portato a mangiare più di quanto normalmente farebbe.

Conseguenze dell’obesità nel cane

Una condizione di obesità predispone il cane a diverse conseguenze di natura patologica, tanto più probabili e gravi quanto maggiore è il sovrappeso del cane e duratura la sua persistenza nel tempo.

Cosa comporta essere un cane obeso? L’aumento di peso sottopone diversi organi ad un maggiore sforzo, al punto che situazioni patologiche quali insufficienza cardiaca e problematiche articolari, entrambe estremamente frequenti nei cani anziani, possono essere complicate da una condizione di obesità. Alcuni recenti studi sulle conseguenze dell’obesità nel cane mostrano come lo predispongano ad alcuni tipi di tumori (a carico di mammella e vescica), mentre, diversamente da quanto si osserva nell’uomo e nel gatto, non sembra sia un fattore di rischio per sviluppare il diabete mellito. 

Un cane in sovrappeso, soprattutto se femmina, può avere difficoltà a riprodursi. Inoltre, rappresenta un problema non indifferente per il medico veterinario in occasione della visita clinica e di eventuali interventi chirurgici (maggior rischio chirurgico e anestesiologico con più elevata morbilità e mortalità postoperatoria). Infine, il sovrappeso patologico, riduce la resistenza del cane allo sforzo fisico e alle temperature più alte.

Come diagnostichiamo l’obesità nei cani

Molti proprietari di cani obesi sono portati, per diversi motivi, a sottovalutare o addirittura ignorare la loro condizione. Il medico veterinario ha quindi il compito di spiegare i rischi a cui l’animale andrebbe incontro qualora la situazione di sovrappeso dovesse persistere o aggravarsi.

La diagnosi di obesità di un cane può essere effettuata dal veterinario ricorrendo a diversi metodi, tra i quali i più semplici comprendono la valutazione del body condition score(attraverso l’osservazione e la palpazione dell’animale), la rilevazione di alcune specifiche misure morfometriche, il confronto tra il peso attuale del cane e quello rilevato nel corso di precedenti visite o quello indicato dagli standard di razza, e, infine, il ricorso a tecniche diagnostiche, quali l’ecografia, che permettono di stimare la percentuale del grasso corporeo.

Come prevenire l’obesità del cane

Cosa fare come prevenzione o se il cane è in sovrappeso:

  • seguire una corretta alimentazione. A questo fine è essenziale la collaborazione del medico veterinario nella scelta del cibo e nella quantità giornaliera da fornirgli per evitare l’eccesso;
  • attività fisica;
  • analisi di eventuali fattori che predispongono l’animale al sovrappeso (la razza, in primo luogo).

In presenza di un cane obeso, il medico veterinario ha il dovere di spiegare al proprietario cosa rischia l’animale se non si segua subito un programma di dimagrimento. Il coinvolgimento e la presa di coscienza del proprietario della natura patologica dell’obesità sono due fattori essenziali per la riuscita del trattamento, che ha tempi inevitabilmente lunghi e comporta un certo grado di disagio psicologico nell’animale, che il padrone non mancherà di percepire.

Un programma di dimagrimento si basa principalmente su due punti, la restrizione dell’apporto calorico giornaliero e lo svolgimento regolare di attività fisica (almeno 30-60 minuti al giorno). Per quanto concerne l’apporto calorico, si consiglia di somministrare al cane una quantità di cibo tale da soddisfare circa il 60-70% dei suoi fabbisogni energetici di mantenimento, facendo riferimento al suo peso forma e non a quello attuale. Ad esempio, a un maschio obeso di razza Labrador avente raggiunto i 40 kg di peso, il cui peso forma si stima essere di 32 kg, si provvederà a fornirgli il 60-70% del fabbisogno energetico di mantenimento di un cane di 32 kg. Applicando una tale restrizione calorica, ci si propone di favorire settimanalmente la perdita di circa l’1-2% del peso del cane e, nell’arco di 4-5 mesi, l’animale potrebbe arrivare a perdere il 20-25% del proprio peso.

Al fine di favorire la perdita di peso nel cane si può ricorrere a diete appositamente formulate per apportare relativamente poche calorie. Mentre una volta le diete ipocaloriche per cani erano ricche di fibre, oggi prevale il ricorso quelle iperproteiche, le quali, più consoni alla natura del cane, risultano più appetibili, minimizzano la perdita di massa magra durante il dimagrimento ed evitano i problemi che possono derivare da un eccesso di fibra nella dieta (scarsa accettazione del cibo, brutto aspetto del mantello, maggior frequenza di defecazione).

Conclusioni

L’obesità nel cane è in preoccupante aumento e riduce in maniera significativa sia la qualità che l’aspettativa di vita dell’animale. Poiché il sovrappeso patologico è spesso la conseguenza di una errata gestione dell’animale, è dovere del medico veterinario informare i proprietari sulle regole da seguire per una corretta gestione alimentare, sia come prevenzione, sia come trattamento dell’obesità.

Giacomo Biagi

Dipartimento di Scienze Mediche Veterinarie, Università di Bologna

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